giovedì 29 gennaio 2009

Fecondazione in vitro - Una struttura pubblica per diagnosi ovociti

Il Tempo - 29 gennaio 2009

Nasce al Sant'Andrea una struttura dedicata alle coppie con problemi di fertilità. È il «Centro per la fisiopatologia della riproduzione umana», presentato ieri mattina dal direttore generale Vitaliano De Salaziar, dal rettore della «Sapienza» Luigi Frati e dal preside di Medicina II Vincenzo Ziparo.

Si tratta della prima struttura pubblica in Italia dove sarà possibile la diagnosi pre-concepimento direttamente sugli ovociti: una speranza per le donne affette da malattie genetiche e che rischiano di trasmetterle ai figli. La struttura, diretta dal professor Massimo Moscarini era stata approvata già nel 2003 con una delibera regionale ma da oggi è finalmente operativa. Al Sant'Andrea potranno rivolgersi sia le pazienti che desiderano una Fivet (cioè la «fecondazione in vitro») sia quelle che vogliono una Icsi, cioè una fecondazione con selezione e accompagnamento degli spermatozoi. La struttura sarà aperta dalle 7,30 alle 16, e avrà una info-line dedicata. «I costi delle prestazioni saranno contenuti» ha sottolineato De Salazar: la Fivet costerà 330 euro, mentre la Icsi 500. «È una struttura multidisciplinare - ha spiegato Moscarini - che nasce per la cura della sterilità, non per creare artifici tecnici. Rispetteremo la legge 40: la nostra peculiarità sarà la diagnosi preconcepimento su ovocita, per poi selezionare quelli migliori». Un sistema che raddoppierà le possibilità di diventare mamma. Un approccio benedetto - anche in senso stretto - da monsignor Rino Fisichella: «Un centro come questo - ha detto il presidente della Pontifica Accademia per la Vita - sta studiando una via alternativa, intervenire direttamente sulla cellula, quindi è previo all'elemento che crea conflitto tra scienza ed etica». La struttura risponde inoltre, ha spiegato Moscarini, a un bisogno dei paesi occidentali: gravidanze decise oltre i trent'anni, sigarette, caffè, alcol, inquinamento.Tutti fattori che portano i Paesi industrializzati a contare un 15-20% di coppie che non riescono ad avere bambini. «Il Centro - ha concluso il rettore Frati - è l'esempio di come deve essere una facoltà e un'azienda ospedaliera». «È da strutture come questa che stiamo ripartendo per riorganizzare la sanità» ha commentato il governatore Piero Marrazzo. Soddisfazione anche dal presidente della Pisana Guido Milana: «La riforma della sanità è duplice: meno spese e più servizi». Il consigliere regionale Pd Alessio D'Amato ha sottolineato invece che «una struttura pubblica è una speranza per chi oggi deve rivolgersi ai privati o all'estero».

Gab. San.

1 commento:

Giovanni Ceroni ha detto...

Un'ennesimo inganno. La vita non si può produrre, può solo essere donata e ricevuta, mai pretesa.
Ogni fivet è un ecatombe di bambini morti in provetta se non poi abortiti perchè troppi o perchè malati.