mercoledì 12 maggio 2010

La gravidanza di due padri gay - Così nascerà la nostra Rachel

Repubblica — 11 maggio 2010 pagina 44 sezione: CRONACA

Rachel Maria Sechi Mercer nascerà attorno alla seconda metà di agosto a Boston: una bambina con due nomi, due cognomi, forse due nazionalità, ma anche due padri: e madri? Ancora due, una biologica, una surrogata: ma per l' anagrafe, nessuna. Sul certificato di nascita, Rachel Maria risulterà figlia di Sandro Sechi, nato a Sassari 40 anni fa, e di Erik Mercer, nato 41 anni fa nel Massachusetts. Sechi si è laureato a Milano in letteratura russa, da anni vive a New York, è stato l' assistente di Oriana Fallaci negli ultimi anni della sua vita, esperienza da lui raccontata nel libro "Gli occhi di Oriana". Mercer lavora come psicologo degli omicidi incarcerati e passibili della pena di morte, sulla cui esperienza Sechi ha scritto "L' angelo degli assassini". Si sono conosciuti 5 anni fa in una palestra, si sono sposati il 19 marzo di quest' anno in Massachusetts, dove, come in altri cinque stati americani (Connecticut, Iowa, New Hampshire, Vermont, Washington D. C.) esiste il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Vivono insieme a New York che (come gli stati di New York, Rhode Island e Maryland) li considera coppie di fatto, il che consente a Sandro di avere la copertura dell' assicurazione sanitaria di Erik. In Italia Erik e Sandro non potrebbero sposarsi, non avrebbero alcun riconoscimento giuridico come coppia di fatto, secondo la legge 40/2004 sarebbe loro vietato di accedere alla fecondazione assistita eterologa, proibita pure per le coppie di sesso diverso, conviventi o sposate. Né secondo la legge 184 potrebbero adottare un bambino, come invece è ammesso negli Stati Uniti anche per le coppie come la loro e per le persone singole. «Ma gli italiani sono più avanti dell' Italia: quando sono tornato a Sassari per informare i miei, due fratelli, due sorelle e sei nipoti, dell' arrivo di Rachel Maria, tutti erano entusiasti, e abbiamo festeggiato a spumante». Certo questa è una storia che la nostra gerarchia ecclesiastica riterrà diabolica e i nostri governanti, se si distoglieranno dai loro pasticci ingloriosi, una tipica americanata, una stravaganza che in un paese probo come il nostro non potrebbe mai essere accettata. «Io sono cattolico praticante e so che la mia Chiesa predica contro l' omosessualità: ma non quella di Erik, i cui genitori sono entrambi pastori protestanti della United Church of Christ, anche se ci sono altre chiese, come la Battista, molto conservatrici. È stato il padre a presentarmi in chiesa ai loro fedeli come "il compagno di nostro figlio"». Come siete diventati padri? «Un' amica di infanzia di Erik, Rachel Segall, di religione ebraica, praticante, sposata e madre di tre figli, si è offerta, con l' appoggio del marito Tony, di realizzare il nostro desiderio, portando avanti una gravidanza, però con gli ovuli di un' altra donna, non volendo essere la madre biologica del bambino». Ammetterà che può stupire la generosità di questa vostra amica e di suo marito. «Questi dubbi confermano quale gesto straordinario d' amore e generosità sia quello dei nostri straordinari amici». Le procedure per diventare padri sono state abbastanza complicate. «Su consiglio del cognato di Rachel, ginecologo, ci siamo rivolti al maggior esperto degli Stati Uniti in materia, un avvocato donna del New Jersey che ci ha fatto firmare un contratto di venti pagine che definisce responsabilità, diritti e obblighi, miei, di Erik, di Rachel, di suo marito e dell' eventuale donatrice di ovuli. In una clinica della fertilità nel Connecticut ci hanno sottoposto a due visite psicologiche, la prima tutti insieme, noi due, Rachel e Tony, la seconda in coppie separate». A casa, i due aspiranti padri ricevono le foto da bambina e da adulta di eventuali donatrici, e un documento di una quindicina di pagine con un profilo estetico e tutti i dati necessari a partire dai bisnonni per rassicurare su eventuali malattie genetiche. «Secondo i criteri americani, un fattore importanteè quello dell' istruzione: gli ovuli di una studentessa di Harvard o Yale possono costare sino a tre volte di più. Finalmente, quando ci presentiamo al secondo appuntamento per le analisi del sangue, ci consegnano un plico con le informazioni su una bellissima ragazza metà italiana e metà americana, come la nostra coppia: sarà lei la nostra donatrice». Per contratto la ragazza resterà anonima, non sarà consentito ai futuri padri di incontrarla, percepirà un compenso e non sarà informata sui risultati della fecondazione in vitro. «Dei cinque ovuli fecondati, tre da Erik e due da me, ne vengono impiantati tre, gli altri due vengono congelati, altra pratica proibita in Italia, se in futuro penseremo a un altro figlio. Alla seconda ecografia scopriamo che stiamo aspettando una bambina, la nostra Rachel Maria, Rachel dal nome della madre surrogata, Maria dal nome di mia madre morta poco dopo il mio incontro con Erik. L' avvocato ci informa che per poter avere i nostri due nomi sul certificato di nascita della bambina dobbiamo sposarci. E così velocemente facciamo». Esiste una madre biologica, che resterà sconosciuta, ma non vi interessa sapere chi di voi due sarà il padre biologico? «A meno che non ci sia una somiglianza vistosa con uno di noi, non lo sapremo mai e saremo padri allo stesso identico modo, senza gelosie o inquietudini». Come spiegherete a Rachel Maria il fatto di avere due padri e nessuna madre? «Nel modo più semplice possibile: esistono tanti tipi di famiglie, la nostra sarà una di quelle che si impegnano a fare felici i propri figli e a insegnare loro i valori del vivere civile».


NATALIA ASPESI

1 commento:

MammaCheDisastro! ha detto...

è davvero una storia toccante...e sono convinte che rachel maria riceverà tento amore.