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martedì 20 settembre 2011

Fecondazione artificiale, vanno all'estero almeno 10 italiane ultracinquantenni ogni anno

L'aspirazione alla maternita' non si ferma con il limite dettato dalla biologia, come dimostrano anche i casi di cronaca di questi giorni. Ogni anno sono almeno 10 le italiane 'over 50' che vanno all'estero, nei pochi Paesi dove i limiti di eta' non sono particolarmente rigidi, per ottenere una gravidanza con la fecondazione assistita eterologa (pratica vietata in Italia dalla legge 40) grazie agli ovociti di giovani donatrici.
Oltre 5 mila i cicli di cure con questa tecnica di procreazione (con la donazione di ovuli ma anche di spermatozoi) a cui si sottopongono, fuori dai confini nazionali, le coppie del nostro Paese: 200 cicli riguardano aspiranti madri tra i 46 e i 46 anni, 150 quelle tra i 47 e i 49 e 15 le donne che hanno superato i 50 anni.
A fornire i dati all'Adnkronos Salute e' Anna Pia Ferraretti, direttore scientifico della Sismer (Societa' italiana studi di medicina della riproduzione) e componente del gruppo della Eshre, Societa' europea di riproduzione umana ed embriologia, dedicato al monitoraggio dei viaggi 'procreativi' in Europa . "Un fenomeno che esiste ed e' consistente - riferisce Ferraretti - e gli italiani ne rappresentano una parte rilevante".
Secondo i dati resi noti dall'Eshre nel 2010 e raccolti a fine 2009 (prima della sentenza della Corte costituzionale che ha riaperto la possibilita' di congelare gli embrioni) sulle circa 12 mila coppia europee che ogni anno vanno all'estero per la fecondazione assistita, 3 su 10 sono italiane, ovvero circa 4 mila coppie.
Per quanto riguarda la fecondazione eterologa, con donazione di ovuli o spermatozoi, si tratta di circa 2.500 coppie. "Ciascuna di queste fa circa 2 cicli l'anno", continua l'esperta che traccia anche un identikit.
"Si tratta, in generale, di famiglie standard, con appena il 7% al di sopra della normale eta' riproduttiva: nell'80% dei casi sono coppie sposate, il 20% sono conviventi in maniera stabile e meno dell'1% e' rappresentato da omosessuali o single", spiega Ferraretti sottolineando che "per la donazione degli ovuli gli italiani piu' giovani vanno in Spagna. E in Svizzera per la donazione di seme. Le coppie piu' anziane, invece, si rivolgono alla Russia e altri Paesi dell'Est", dove non ci sono limiti di eta', e persino alla Grecia.
I prezzi variano a seconda delle tecniche, "per la donazione di ovociti - spiega Ferraretti - il costo medio e' circa 8 mila euro a ciclo e varia dai 2 ai 12mila euro a seconda del Paese. Mentre con la donazione di seme puo' variare dai mille a 5 mila euro, in base al trattamento".
In Europa, ricorda l'esperta, le donatrici di ovociti non possono essere pagate, ma ricevono un rimborso, per la donazione, fino a un massimo di 900 euro. "Una cifra che in alcuni Paesi puo' attrarre. E i rischi di speculazione e di scarsa sicurezza, sia per i donatori che per la coppia, sono dietro l'angolo". Ferraretti evidenzia che dopo la 'fotografia' scattata, attraverso i dati, di questo fenomeno, la Societa' europea ha "messo a punto linee guida per i centri che ricevono coppie provenienti dall'estero. E che dovrebbero avere caratteristiche precise. Cio' rappresenta una garanzia sia per i centri che per i pazienti. Il 'bollino' di qualita' di questi centri, legato al rispetto delle regole indicate dall'Eshre infatti, aiuta a capire che le cure fornite rispondono a regole di buona pratica medica".
Il passo successivo, infine, sara' quello di 'studiare' le donatrici, "per evitare speculazioni, sfruttamento e garantire la tutela della salute di tutti", conclude Ferraretti. (Adnkronos)

Aduc - 20 settembre 2011

mercoledì 3 agosto 2011

Fecondazione eterologa - Interrogazione per rinvio udienza del 20 settembre 2011

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12996

Dati di presentazione dell'atto
Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 512 del 03/08/2011
Firmatari
Primo firmatario: BERNARDINI RITA
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 03/08/2011
Elenco dei co-firmatari dell'atto
Nominativo co-firmatarioGruppoData firma
BELTRANDI MARCOPARTITO DEMOCRATICO03/08/2011
FARINA COSCIONI MARIA ANTONIETTAPARTITO DEMOCRATICO03/08/2011
MECACCI MATTEOPARTITO DEMOCRATICO03/08/2011
TURCO MAURIZIOPARTITO DEMOCRATICO03/08/2011
ZAMPARUTTI ELISABETTAPARTITO DEMOCRATICO03/08/2011
Destinatari
Ministero destinatario:
  • PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 03/08/2011
Stato iter:
IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-12996
presentata da
RITA BERNARDINI
mercoledì 3 agosto 2011, seduta n.512

BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. -
Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della giustizia.
- Per sapere - premesso che:

il 2 agosto 2011 l'Avvocatura di Stato, per il Presidente del Consiglio dei ministri, ha depositato istanza in Corte costituzionale con richiesta di rinvio dell'udienza del 20 settembre 2011 relativa alla verifica di costituzionalità del divieto di fecondazione eterologa di cui all'articolo 4, comma 3, della legge n. 40 del 2004;

nell'istanza è stata preannunciata l'adesione delle controparti, ovvero degli avvocati Filomena Gallo e Gianni Baldini (nel caso di specie difensori della coppia di coniugi per cui è stato sollevato il dubbio di legittimità costituzionale sul divieto di eterologa con ordinanza del tribunale di Firenze - Registro ordinario corte costituzionale n. 19 del 2011, alla richiesta di rinvio in cui si chiede di attendere una pronuncia nei confronti dell'Austria, già condannata per l'applicazione del divieto di fecondazione eterologa in violazione della Carta europea dei diritti dell'uomo (sentenza del 1o aprile 2010 della corte europea dei diritti dell'uomo condanna l'Austria per il divieto di fecondazione eterologa che viola gli articoli 8 e 14 della CEDU);

a giudizio della prima firmataria del presente atto è gravissimo che l'Avvocatura di Stato per il Presidente del Consiglio dei ministri preannunci al Presidente della Corte costituzionale una adesione di parti attrici all'istanza quando gli avvocati Filomena Gallo, Gianni Baldini e Gian Domenico Caiazza non sono stati consultati né preventivamente né successivamente al suo deposito;

come risulta da un comunicato stampa diramato il 2 agosto 2011, gli avvocati Gallo e Baldini non sono affatto d'accordo con il rinvio, in quanto ciò comporta l'impossibilità da parte di molte coppie sterili di poter ricorrere alla donazione di gameti per poter avere una gravidanza;

è altresì gravissimo anche che il Governo si costituisca dinanzi alla Corte costituzionale e alla Corte europea dei diritti dell'uomo, in palese violazione degli obblighi assunti in sede di piano d'azione di Interlaken, che impegna il Governo a non costituirsi in giudizi a seguito di sentenze della Corte europea dei dritti dell'uomo che mirano a fornire la corretta interpretazione della Carta europea dei diritti dell'uomo all'interno dell'Unione europea;

l'udienza del 20 settembre 2011 sulla verifica di costituzionalità del divieto di eterologa (articolo 4, comma 3, legge n. 40 del 2004) è stata rinviata a nuovo ruolo -:

sulla base di quali elementi l'Avvocatura dello Stato ha preannunciato al Presidente della Corte costituzionale l'adesione delle parti attrici all'istanza di rinvio dell'udienza depositata lo scorso 2 agosto;

se il Governo intenda revocare la propria costituzione nel procedimento innanzi alla Corte costituzionale in merito alla verifica di costituzionalità del divieto di fecondazione eterologa di cui all'articolo 4 comma 3 della legge n. 40 del 2004, con ciò adempiendo agli obblighi assunti in sede di piano d'azione di Interlaken. (4-12996)
Classificazione EUROVOC:
CONCETTUALE:
AVVOCATI E PROCURATORI DELLO STATO , BANDE ARMATE E ORGANIZZAZIONI PARAMILITARI , CAMERA DEI DEPUTATI , CORTE COSTITUZIONALE , CRIMINALITA' ORGANIZZATA , DIRITTO DELL' UNIONE EUROPEA , GENETICA TERRORISTI
EUROVOC:
Carta dei diritti dell'uomo, carta europea, Convenzione europea dei diritti dell'uomo, Corte europea dei diritti dell'uomo, diritti umani, procedura penale,procreazione artificiale, professioni artistiche, udienza giudiziaria, verifica di costituzionalita'

lunedì 1 agosto 2011

GERMANIA - Procreazione assistita. La diagnosi preimpianto e' legge

La diagnosi pre-impianto da oggi e' legge. Il Parlamento ha approvato a larga maggioranza una proposta che consente l'indagine sugli embrioni alle coppie ad alto rischio di aborto o di generare figli con gravi malattie genetiche.
Gli embrioni prodotti tramite tecniche di fecondazione assistita potranno essere analizzati, in uno stadio molto precoce, in tutti quei casi in cui i medici sospettino gravi rischi per il nascituro. Solo quelli sani saranno poi impiantati nell'utero delle future madri, mentre quelli che si dovessero rivelare gravemente malati verranno distrutti.
Il partecipato dibattito che ha preceduto il voto e' durato piú di quattro ore. In campo c'erano tre proposte di legge. La prima vietava totalmente qualsiasi indagine medica pre-impianto.
La seconda proponeva un divieto con alcune, poche, eccezioni. La terza - quella piú 'permissiva' e che ha raccolto la maggioranza dei consensi - concede la diagnosi solo in alcuni casi seriamente motivati, riconosciuti tali da un'apposita commissione etica.
Il parlamento ha approvato con 326 voti a favore su 594, con una maggioranza trasversale. Contro hanno votato 260 deputati. I partiti avevano lasciato completa liberta' di voto. La proposta ha avuto sostenitori di peso anche tra i cristianodemocratici, come l'attuale ministro delle Politiche sociali Ursula von der Leyen, medico e madre di sette figli. 'In un paese in cui e' concesso l'aborto - ha argomentato von der Leyen -, sarebbe un controsenso vietare la possibilita' di evitare un aborto'.
Tra i critici c'e' il Consiglio delle chiese evangeliche tedesche, secondo cui la legge 'si spinge troppo in la''.
Il voto di oggi chiude un vuoto legislativo che si era prodotto in seguito a una sentenza della Corte costituzionale, per cui in assenza di divieti espliciti i medici tedeschi erano autorizzati a condurre indagini pre-impianto.

Aduc - 7 luglio 2011

venerdì 18 febbraio 2011

Mamma presta utero a figlia per gravidanza

Kristine Casey, 61enne americana della Virginia, ha portato in grembo il suo nipotino, perchè la figlia non riusciva a rimanere incinta. La donna -racconta il Chicago Tribune- ha dato alla luce un maschietto sano, Finnean, in una clinica di Chicago, Illinois, con taglio cesareo e senza complicazioni.
Per Kristine Casey è stata una felicità enorme: "I tre più bei momenti della mia vita sono stati la nascita delle mie tre figlie. Volevo riviverlo e allo stesso tempo fare qualcosa di speciale per una persona cara", ha spiegato la neo-nonna. La figlia 35enne, Sara Connell, tentava da anni di avere un figlio e nel 2004 si era sottoposta a una fecondazione in vitro, ma ha rinunciato dopo due aborti.
E' stata la mamma-nonna a proporsi, nonostante fosse già in menopausa da una decina di anni. Nessun problema: la 61enne si è sottoposta a dosi massicce di ormoni prima di farsi impiantare l'ovulo della figlia. Il capo del reparto di medicina riproduttiva della clinica universitaria di Chicago, David Cohen, ha spiegato che "i rischi di una gravidanza a questa età sono molto alti" e le pazienti "vanno avvertite". Le condizioni fisiche di Casey, secondo il medico, tuttavia, erano molto buone: "Molte 49enni non sono così in forma come questa 61enne", ha dichiarato.
Nel frattempo Kristine si sta riprendendo nella clinica di Chicago, ma presto tornerà in Virginia per dedicarsi al suo ruolo di nonna, tanto più che Finnean è il suo primo nipotino.

Aduc - 18 febbraio 2011

lunedì 7 febbraio 2011

Francia,nato primo "bebè medicina"

Il suo sangue curerà i fratelli malati

E' nato in Francia il primo "bambino-medicina". Frutto di fecondazione artificiale, il suo embrione è stato selezionato in modo che il suo sangue possa aiutare a curare la beta-talassemia di cui soffrono i suoi fratelli maggiori. Il piccolo Umut-Talha, nome turco che significa "speranza", è venuto alla luce a Clamart, alle porte di Parigi, ed è "in ottima salute". La tecnica utilizzata per la nascita oltralpe è legale dal 2004.

Il bimbo è nato grazie alla fecondazione in vitro dopo una doppia diagnosi genetica pre-impianto, che ha consentito ai medici di scegliere un embrione che non fosse portatore della malattia e compatibile a livello ematico e di tessuti con i fratelli malati.

La legge sulla bioetica del 2004 che consente questo tipo di manipolazioni genetiche ha suscitato molte polemiche. Questa è la prima gravidanza portata a termine dall'introduzione della normativa.

La prima nascita di un bambino di questo tipo è avvenuta negli Stati Uniti, nel 2000. Mentre i primi due "neonati-medicina" europei sono nati in Spagna e Belgio nel 2005. Nel Vecchio continente numerosi stati consentono tale pratica.

TGCOM - 7 febbraio 2011

domenica 19 dicembre 2010

"Quel che resta della Legge 40": l'audiovideo e gli atti del convegno

Venerdì 17 dicembre si è tenuto presso la Sala Conferenze del Senato (Ex Hotel Bologna) a Roma il convegno "Fecondazione assistita e ricerca: quel che resta della legge 40. Monitoraggio, applicazione, sentenze, compatibilità di diritto costituzionale e internazionale: problemi aperti e nuove sfide sulla legge sulla procreazione medicalmente assistita" organizzato dall'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

Guarda il convegno al link:
http://www.radioradicale.it/scheda/317604/fecondazione-assistita-e-ricerca-quel-che-resta-della-legge-40

Ascolta l'intervista all'avvocato Filomena Gallo, vice segretaria dell'Associazione Coscioni:
http://www.radioradicale.it/scheda/317618/quel-che-resta-della-legge-40-intervista-a-filomena-gallo-sul-convegno-sulla-fecondazione-assistita-e-rice

mercoledì 6 ottobre 2010

Eterologa, un’ordinanza del tribunale rinvia la questione alla corte costituzionale

Il Tribunale di Firenze ha sollevato il dubbio di costituzionalità relativamente alla norma della Legge 40 con la quale si vieta alle coppie sterili di accedere alla fecondazione eterologa. La richiesta era stata avanzata da una coppia coniugata il cui partner era affetto da azoospermia a causata da terapie fatte in età adolescenziale. La coppia, dopo essere stata in cura in Svizzera e in altri centri stranieri, si è rivolta all’Associazione Luca Coscioni per essere assistita legalmente nella richiesta di poter effettuare le cure nel proprio Paese. La coppia su indicazione dell’associazione nomina propri legali Avv. Filomena Gallo e il Prof. Avv. Gianni Baldini, che presentano ricorso d’urgenza presso il Tribunale di Firenze.

“Il Giudice ha riconosciuto le istanze mosse dalla coppia dopo aver rilevato profili di manifesta irragionevolezza del divieto assoluto di PMA eterologa per l’evidente sproporzione mezzi-fini; di illegittima intromissione del legislatore in aspetti intimi e personali della vita privata - spiega il professor Baldini docente di Biodiritto nell’Università di Firenze - questa sentenza è infatti assolutamente coerente con le precedenti pronunce in materia e ritiene che l’articolo relativo al divieto di fecondazione eterologa sia contrario alla Costituzione e rimanda gli atti alla Corte affinché provveda alla relativa declaratoria. Questo pronunciamento prende atto dell’intervenuta approvazione del Trattato di Lisbona - aggiunge Baldini - nel quale si afferma che le decisioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sono direttamente applicabili nel nostro ordinamento ”.

La coppia aveva chiesto aiuto dopo aver appreso del caso dell’Austria che era stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo proprio relativamente al divieto di eterologa. “Abbiamo deciso di raccogliere questa sfida nonostante fosse la più difficile tra tutte quelle necessarie a fa riscrivere nella Legge 40 perché ci sembrava che i tempi ormai fossero maturi e che si stesse creando una sensibilità finalmente europea a questo problema come dimostra anche il Nobel dato a Stoccolma ad Edwards che riconosce come questa medicina raccolga in realtà istanze e aspirazioni profondamente umane - spiega l’Avvocato Filomena Gallo - Il tribunale di Firenze ha riconosciuto che è irragionevole e discriminatorio non consentire a chi è totalmente sterile di conseguire, utilizzando le tecniche disponibili, il fine procreativo di coppia. Ed è per questo che, se il giudice italiano non ritiene di poter procedere ad un'interpretazione della legge nazionale in contrasto con la normativa comunitaria, deve sollevare la questione di costituzionalità sottolineando un conflitto netto tra la norma e i diritti dell’Uomo".

Concludono gli Avvocati difensori: “Non vi è stata alternativa alla rimessione della questione alla Corte Costituzionale, perché come avvenuto in altre occasioni, possa essere restituita certezza ed uniformità di decisioni in questa delicatissima e fondamentale materia.”

Avv. Filomena Gallo 333 4567091
Prof. Avv. Gianni Baldini 335 5912109

COMUNICATO STAMPA

TRIBUNALE DI FIRENZE
Ordinanza 1 settembre 2010 G.I. Dott. D. Paparo

IL DIVIETO DELLA FECONDAZIONE ETEROLOGA (art. 4 l. 40/04) E’ CONTRARIO A COSTITUZIONE

A distanza di oltre due anni dalle ordinanze di rimessione sulla legge 40/04 alla Consulta adottate dal Tribunale di Firenze, ordinanze che hanno consentito alla Corte di riscrivere l’art. 14 della legge eliminando l’obbligo dei tre embrioni, del loro contemporaneo impianto e il divieto di crioconservazione degli embrioni sovrannumerari, sempre dal foro fiorentino arriva un colpo, se possibile ancora più duro alla legge: per la prima volta nel nostro paese un giudice ordinario ritiene costituzionalmente illegittimo il divieto di procreazione assistita di tipo eterologoprevisto dall’art. 4 l. 40/04, sospende il processo e rimette gli atti alla Corte.
Lo spunto è offerto da una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dell’aprile scorso che ha dato ragione a due coppie austriache che chiedevano di effettuare la PMA eterologa vietata dalla legge statale condannando lo Stato Austriaco oltre che al risarcimento dei danni alla necessità di eliminare tale illegittimo divieto dal sistema.

STRUTTURA DELL’ORDINANZA

Premessa

Viene riconosciuta la piena vigenza e della fondatezza nell’ordinamento italiano dei diritti asseriti dalla ricorrente:
a)Condizione di sterilità assoluta con conseguente impossibilità di procreare senza l’utilizzo di materiale genetico altrui per via naturale;
b) irragionevole e discriminatorio non consentire a chi è sterile in maniera assoluta di conseguire, utilizzando le tecniche disponibili, il fine procreativo di coppia;
c) Discendenza genetica e diritto all’informazione del nato non sono situazioni assolute e devono essere contemperate col diritto alla procreazione e alla costituzione di una famiglia;
d) il diritto del minore di conoscere le proprie origini genetiche deve essere contemperato con il diritto all’anonimato del donatore (analogamente a quanto previsto per l’adozione);

Fatto

Una coppia sposata dal 2004 nella quale il marito è affetto da azoospermia severa a seguito di cure pregresse risalenti all’infanzia, con conseguente sterilità assoluta che rende impossibile avere un figlio, unica possibilità risulta l’eterologa, stante il divieto in Italia di PMA eterologa inizia un lungo calvario all’estero in paesi dove tale metodica è consentita. Dopo aver sostenuto ingenti costi economici per rivolgersi a strutture mediche all’estero, appreso della sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che condannava lo Stato Austriaco a rimuovere il divieto alla PMA eterologa contenuta nella sua legge perché contraria all’art. 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) e 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione, si rivolge al Centro Medico Demetra srl di Firenze chiedendo in applicazione di tale sentenza l’esecuzione dell’intervento di PMA eterologa.
Il Centro rifiuta l’esecuzione dell’intervento vietato dalla Legge 40/04 e la coppia si rivolge all’associazione Luca Coscioni tramite Soccorso civile fornisce l’assistenza legale per l’affermazione dei diritti lesi dalla legge 40/04. La coppia viene assistita dall’ Avv. Filomena Gallo e dal Prof. Avv. Gianni Baldini di Firenze, legali, peraltro delle coppie e associazioni che ha portato la Consulta a pronunciarsi sulla incostituzionalità dell’art. 14 L. 40/04.
Con il ricorso ex art. 700 c.p.c. la difesa della coppia chiede che il Tribunale di Firenze, preso atto della sentenza adottata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, 1^ sez, SH e altri/Austria, del 1 aprile 2010, ritenuta la rilevanza della medesima nel giudizio, valutata l’impossibilità di operare in via di interpretazione l’adeguamento della norma di cui all’art. 4 c. 3 L. 40/04 a quanto previsto dalla Convenzione e deciso dalla Corte voglia dichiarare il diritto dei ricorrenti a :
a) ricorrere alle metodiche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo; b) utilizzare il materiale genetico di terzo donatore anonimo acquisito direttamente dalla coppia ovvero dal centro secondo quanto previsto dai DLGS 191/07 e DLGS 16/10, per la fecondazione degli ovociti della Sig.ra; c) sottoporsi ad un protocollo di PMA adeguato ad assicurare le più alte chances di risultato utile compatibilmente a quanto stabilito dalla sentenza Corte Cost. 151/09; c) sottoporsi ad un trattamento medico eseguito secondo tecniche e modalità compatibili con un elevato livello di tutela della salute della donna nel caso concreto; d) disporre, in attesa della definizione del giudizio di merito e in via incidentale dell’eventuale giudizio di legittimità costituzionale, la crioconservazione degli embrioni prodotti e destinati al ciclo di PMA di tipo eterologo.
In ogni caso, ritenuta la portata della pronuncia della Corte Europea quale canone ermeneutico generale con valore sub-costituzionale, disapplicare l’art. 4 c. 3 L. 40/04 per contrasto con gli artt. 8 e 14 della CEDU, per l’effetto dichiarare il diritto dei ricorrenti come formulato supra, e sollevare la questione di legittimità costituzionale dell’art. 4 c. 3 L. 40/04 per contrasto con l’art. 11 e 117 Cost. e 2,3,13,32 Cost.
Intervengono ad adiuvandum nel procedimento le associazioni Luca Concioni per la libertà di ricerca scientifica, Amica Cicogna, Cerco un bimbo e con atto a parte l’associazione Liberididecidere.
Il giudice ritiene del tutto fondate le richieste della coppia e a fronte della esplicita tassatività ed inderogabilità delle disposizioni di legge nell’impossibilità di una interpretazione diversa da quella letterale, sospende il processo e rimette gli atti alla Corte costituzionale.


Motivazione e dispositivo

Il giudice accogliendo le motivazioni dei ricorrenti cui pure il centro medico si associa, ritiene di condividere le motivazioni della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nella Sentenza 1 aprile 2010 pronunciata contro l’Austria rilevante, in punto di diritto, anche per il nostro ordinamento. In particolare:
Premesso che, come confermato dalla Sentenza Corte cost. 311/2009 in caso di contrasto tra norma interna e norma della Convenzione europea il giudice nazionale comune deve procedere ad una interpretazione della prima conforme a quella convenzionale. Quando l’eventuale contrasto non sia componibile in via d’interpretazione deve sollevare questione di legittimità costituzionale innanzi alla Consulta.
Nel caso di specie secondo il Giudice europeo e il Tribunale di Firenze il divieto di fecondazione eterologa risulta, illegittimo, irragionevole e discriminatorio per le seguenti ragioni. A) pur non essendovi l’obbligo per gli Stati di adottare una legislazione in materia di PMA ove questa vi sia la sua disciplina dovrà essere coerente in modo da prevedere una adeguata considerazione dei differenti interessi legittimi coinvolti; B) Il divieto assoluto di PMA eterologa configura una sproporzione fini-mezzi posto che esso non rappresenta l’unico modo per evitare il rischio di sfruttamento delle donne, di abuso delle tecniche, di realizzazioni di parentele atipiche configuardosi la scelta priva di giustificazioni ragionevoli; C)l’obiettivo di mantenere una certezza in materia di diritto di famiglia deve considerare che rapporti familiari atipici (non basati sulla discendenza biologica, come l’adozione) già sono ampiamente praticati con la conseguenza che l’ipotesi in esame dovrebbe considerarsi ex se del tutto lecita; D) Il diritto del bambino a conoscere la sua discendenza biologica non è un diritto assoluto, dovendo essere contemperato con altri interessi pubblici e privati coinvolti (diritto alla procreazione, diritto all’anonimato del donatore etc) anche attinenti alla privatezza della propria vita familiare (art. 8 CEDU e art. 2 e 30 Cost) ; E) E’ evidente l’effetto discriminatorio che il divieto assoluto è idoneo ad introdurre tra coppie affette da problematiche di sterilità/infertilità medicalmente superabili e soggetti affetti da sterilità assoluta (art. 14 CEDU e art. 3 Cost)

COMMENTO

Da quanto precede deriva che il Giudice facendo proprie le istanze dei ricorrenti, ritenuta la impossibilità di procedere ad una applicazione diretta della sentenza CEDU -pur in presenza della formale adesione del sistema CEDU all’Unione Europea stabilito dall’art. 6 del Trattato di Lisbona del 1.12.2009 secondo il giudicante, in contrasto con quanto invece sostenuto dal TAR Lazio sent 1198/10 e Cons Stato 1220/10, in assenza di specifico accordo che disciplini le modalità di funzionamento del sistema tale diretta applicabilità deve ritenersi esclusa-, verificata l’impossibilità di comporre il contrasto tra la stessa e la normativa interna (art. 4 comma 3 l. 40/04), ritiene che l’unica via sia quella della rimessione alla Consulta. Dunque dopo aver rilevato profili di manifesta irragionevolezza del divieto assoluto di PMA eterologa per l’evidente sproporzione mezzi-fini; di palese discriminazione tra coppie sterili in dipendenza della gravità della patologia; di illegittima intromissione del legislatore in aspetti intimi e personali della vita privata, il Tribunale di Firenze in assoluta coerenza con le proprie precedenti pronunce in materia, ritiene che l’art. 4 c. 3 L. 40/04 sia contrario a Costituzione e rimanda gli atti alla Corte affinché provveda alla relativa declaratoria.
Posto che e la CEDU ha ritenuto illegittimo e discriminatorio il divieto assoluto di PMA eterologa in violazione degli artt. 8 e 14 della Convenzione sui diritti dell’uomo, accolta la rilevanza della pronuncia nell’ordinamento interno, il giudizio della Consulta non potrà che essere conforme a pena di aprire un conflitto senza precedenti con la Corte Europea e la Convenzione stessa.
Insomma un altro duro colto all’assetto della legge 40/04 che rischia di perdere un altro pezzo molto importante

Avv. Prof. Gianni Baldini
Avv. Filomena Gallo

giovedì 23 settembre 2010

Legge 40 'uccide' donna sottoposta a fecondazione assistita

E' morta a 37 anni, probabilmente per un'emorragia, dando alla luce tre gemelli in seguito a una fecondazione assistita. E' accaduto ieri sera, alle 19.30 circa, all'ospedale Buzzi a Milano. A denunciare l'episodio alla polizia e' stato il marito 40enne della vittima.
Disposta l'autopsia e il sequestro della cartella clinica. Il pm di turno ha disposto i primi accertamenti, ma il fascicolo sara' preso in esame dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato a capo del dipartimento che si occupa di colpe mediche per valutare eventuali profili di responsabilita' a carico di chi aveva in cura la 37enne. I neonati stanno bene.

Rivedere la legge sulla fecondazione assistita: 'e' sbagliata e crudele'. Lo chiede Antonio Palagiano, capogruppo Idv in Commissione Affari sociali e responsabile Sanita' del partito.
Secondo Palagiano 'e' necessario, da parte del mondo politico, agire concretamente, modificando la legge 40 e stabilendo il limite di embrioni da impiantare contemporaneamente nell'utero, poiche' e' noto a tutti che una gravidanza trigemellare mette a serio rischio la salute della madre e dei nascituri'. Palagiano ricorda che 'la Corte Costituzionale, con apposita sentenza, ha stabilito che non e' piu' necessario impiantare tre embrioni contemporaneamente. Il ministro Fazio ed il sottosegretario Roccella, invece di inventarsi ostacoli e limitazioni che puzzano lontano un miglio di proibizionismo, ne prendano atto e si impegnino seriamente per modificare una legge crudele, inadeguata, che ci mette fuori dall'Europa'.

'La morte della donna che ha partorito tre gemelli all'ospedale Buzzi non e' sicuramente dovuta a ipotetici limiti che sarebbero stati posti da me o dal Ministro Fazio all'applicazione della legge 40, come invece sostiene con cinica menzogna l'onorevole Palagiano. Il quale, evidentemente, ignora il contenuto e gli effetti della sentenza della Corte Costituzionale con la quale personalmente mi sono sempre dichiarata d'accordo'. E' quanto afferma in una nota, il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella. 'Il Ministero d'altra parte non ha mai voluto, e non avrebbe mai potuto, contraddire una sentenza della Corte, che ha eliminato il limite massimo di tre embrioni da impiantare contemporaneamente. Dal maggio del 2009, infatti, la scelta del numero di embrioni da impiantare durante la fecondazione assistita e' una responsabilita' esclusiva del medico'.
'Le gravidanze trigemellari che si verificano non sono quindi da imputarsi alla legge, modificata in questo punto proprio dalla sentenza, ma unicamente alla procedura liberamente eseguita dal medico. In questo momento di dolore sono vicina alla famiglia e attendo di conoscere meglio i dettagli dell'accaduto per decidere se esiste la necessita' di un intervento ministeriale'.

Aduc - 23 settembre 2010

venerdì 17 settembre 2010

Fecondazione, nuovo esame 'etico' per selezionare ovulo

Stanare l'ovulo con il Dna 'malato' e selezionare quelli da cui potra' nascere un bebe' in provetta sano. E' la nuova arma a disposizione delle coppie italiane portatrici sane di gravi malattie genetiche, come talassemia, distrofia muscolare e fibrosi cistica. Coppie a rischio, con il 25% di possibilita' di trasmettere la patologia al bebe'. Gli aspiranti genitori potranno archiviare la via del turismo procreativo verso centri esteri che eseguono la diagnosi pre-impianto (in Italia non si fa ancora) e, prima di sottoporsi alla fecondazione in vitro, ricorrere alla diagnosi 'pre-fecondazione': uno strumento "piu' etico della diagnosi pre-impianto perche' l'indagine si fa sull'ovocita e non sull'embrione", annuncia Guido Ragni, presidente della federazione italiana delle societa' scientifiche della riproduzione.
Da settembre sara' il Policlinico di Milano a offrire questo esame, "unico centro pubblico della Penisola". Si comincera' a selezionare le coppie portatrici sane di talassemia. Le liste d'attesa sono aperte da un paio di giorni e gia' ci sono le prime adesioni. Il vantaggio: "Se nel Dna dell'ovulo troviamo la mutazione genetica alla base della malattia, non dobbiamo far altro che buttarlo via e prelevarne un altro. Nel caso della diagnosi pre-impianto, invece, una volta individuato un embrione malato siamo costretti a congelarlo per tutta la vita", evidenzia lo specialista all'Adnkronos Salute.
Ma c'e' anche un risvolto della medaglia: "La percentuale di errore e' del 5%, contro l'1-1,5% della diagnosi pre-impianto". Non e' escluso che in futuro la precisione dell'esame possa crescere ulteriormente, assicura lo specialista. "Siamo davanti a una tecnica nuovissima che puo' essere ulteriormente affinata. E' successo anche con la conservazione degli ovociti che oggi danno risultati quasi sovrapponibili in termini di numero di gravidanze ottenute (rispetto a quelle da embrioni crioconservati).
Della diagnosi pre-fecondazione e di altri temi 'caldi' legati alla legge 40 si discute oggi e domani nel capoluogo lombardo, in occasione del nono Corso teorico-pratico di procreazione medicalmente assistita', promosso dal Policlinico e dalla Fondazione per la ricerca sull'infertilita' di coppia, con il patrocinio della Sir (Societa' italiana della riproduzione).
Un'occasione per analizzare le nuove prospettive aperte dalla sentenza n.151/2009 della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimita' dell'articolo 14 (comma 2) della legge 40 sull'obbligo dell'unico e contemporaneo impianto di tutti gli embrioni.
La nuova diagnosi offerta dal Policlinico di Milano "si fa sul cosiddetto 'globulo polare', una cellula molto piccola che viene espulsa dall'uovo quando matura", spiega Ragni. Il materiale genetico (cromosomi) si divide in modo perfettamente uguale. Il primo globulo polare viene prodotto come risultato della prima divisione meiotica al momento dell'ovulazione ed e' espulso prima della fecondazione.
Poiche' possiede un assetto genetico speculare all'ovocita, se il primo globulo polare presenta la mutazione genetica materna, l'ovocita ne risultera' privo e viceversa.
Il margine di errore di questa tecnica di diagnosi e' dovuto al fenomeno denominato 'crossing over', uno scambio di materiale genetico tra cromosomi omologhi che avviene prima dell'espulsione del primo globulo polare e che 'rimescola' l'informazione genetica.

Aduc - 17 settembre 2010

giovedì 16 settembre 2010

USA - Medicina, creata ovaia artificiale

Per la prima volta al mondo gli scienziati dalla Brown University di Rhode Island hanno creato in laboratorio un'ovaia artificiale in grado di funzionare esattamente come quella di una donna. Lo studio è pubblicato sul Journal of Assisted Reproduction and Genetics. I ricercatori, guidati da Sandra Carson, hanno adoperato una tecnica di ingegneria dei tessuti cosiddetta tridimensionale, utilizzando cellule di donne di età fertile. L'ovaia artificiale puó cosí accogliere gli ovociti ancora immaturi fino a che siano pronti per essere depositati nel grembo materno. Questo permetterà alle donne che hanno subito pesanti cure chemioterapiche che hanno danneggiato l'apparato riproduttivo di aprire nuove possibilità al concepimento. Prima che ricevano le cure anti-cancro, infatti, alle donne potrebbero essere prelevati gli ovociti, congelandoli, per poi impiantarli nell'ovaia "esterna". "È il primo vero successo dell'ingegneria 3D", spiega Carson, secondo la quale anche le cure dell'infertilità e la fecondazione in vitro potrebbe essere avvantaggiate da questa tecnica.

Aduc - 16 settembre 2010

mercoledì 15 settembre 2010

BRASILE - Fecondazione, meglio provarci in primavera

La stagione dell'anno influisce sul successo dei trattamenti di fecondazione assistita. Dunque per avere maggiori chance, gli aspiranti genitori farebbero bene a optare per trattamenti primaverili. Lo suggerisce un nuovo studio presentato al World Congress of fertility and sterility di Monaco dal team di Daniela Braga, del Centro di fecondazione assistita di San Paolo (Brasile).
Da tempo gli scienziati hanno notato la presenza di variazioni stagionali nel numero delle nascite naturali, e l'idea e' che temperatura, ore di luce e altre caratteristiche influiscano su questo aspetto. Ora la ricerca indica che anche le nascite in provetta possono essere piu' semplici in certi periodi dell'anno. Il team brasiliano ha esaminato i parametri citologici e biochimici di 1.932 pazienti sottoposte a Icsi in diverse stagioni dell'anno.
In particolare, 435 erano state trattate in inverno, 444 in primavera, 469 in estate e 584 in autunno. Il team ha scoperto che la percentuale di ovociti in sviluppo, di embrioni di alta qualita', di impianti e i tassi di gravidanza non differivano nei vari gruppi. Ma il tasso di fertilizzazione e' risultato significativamente piu' elevato in primavera, rispetto a ogni altra stagione. "Questo lavoro - conclude Braga - mostra che i cicli di fecondazione assistita possono avere un esito migliore proprio in primavera. In termini pratici questo significa che, se c'e' una reale difficolta' nel concepire, potrebbe essere meglio sottoporsi a un ciclo di trattamento durante questa stagione".

Aduc - 15 settembre 2010

giovedì 9 settembre 2010

SVIZZERA - Fecondazione, diminuisce età media delle coppie

Diminuisce l'eta' delle coppie italiane che diventano neo-genitori grazie alla procreazione medico assistita: solo nel 2010 l'eta' media delle mamme si e' abbassata di un anno rispetto al 2009, scendendo per la prima volta sotto la soglia dei 35 anni. Il dato, in controtendenza rispetto all'aumento dell'eta' media di chi affronta la prima gravidanza, emerge dalle statistiche del centro svizzero di procreazione medico assistita ProCrea di Lugano, dove oltre l'80% delle coppie arriva dall'Italia.
"L'eta' media delle donne che rimangono incinte attraverso la procreazione assistita si sta assestando intorno ai 34,3 anni, contro la media di 35,6 anni registrata solamente lo scorso anno" spiega Luca Jelmoni, direttore di ProCrea. Continua invece ad aumentare in Italia l'eta' media delle mamme alla prima gravidanza: secondo i dati Istat nel 2008 si e' assestata a 31,1 anni, circa un anno e mezzo in piu' rispetto al 1995 quando era 29,8. E sempre nel 2008, il 5,7% dei nati ha avuto una madre con almeno 40 anni (si e' passati dai 12.383 nati nel 1995 ai 32.578 nel 2008).
"Questo trend - sottolinea Michele Jemec, medico esperto in medicina della riproduzione di ProCrea - dimostra una crescente attenzione della coppia al tema della fertilita'. Del resto, l'eta' e' il principale nemico della fertilita' e questi dati lo dimostrano. Una donna viene considerata pienamente fertile fino a circa 30 anni, poi inizia una lenta fase di diminuzione della fertilita', fino ai 35 anni. Dopo i 40 anni, le possibilita' di una gravidanza si abbassano notevolmente". E i dati di successo nei trattamenti di procreazione medico assistita lo confermano. Sulle circa 4mila coppie trattate negli ultimi tre anni dallo staff di ProCrea, il 50% di donne fino ai 30 anni ha avuto una gravidanza, mentre la percentuale di successo cala al 17% nella fascia di eta' tra i 40 ed i 42 anni.

Aduc - 9 settembre 2010

giovedì 12 agosto 2010

SVIZZERA - Fecondazione, e' in estate che parte la voglia di diventare genitori

La voglia di diventare genitori non va in vacanza. Anzi, i mesi estivi sono quelli durante i quali le coppie con problemi di infertilita' iniziano a pianificare una gravidanza. Tanto che piu' di una coppia su quattro si rivolge ai centri di procreazione medicalmente assistita proprio tra giugno e luglio. Secondo i dati di ProCrea, centro internazionale di medicina della riproduzione con sede a Lugano (Svizzera), sempre piu' coppie avviano il loro percorso proprio nei mesi estivi.
"I primi contatti dai quali scaturisce il primo colloquio avvengono sempre piu' spesso in estate - spiega Luca Jelmoni, direttore di ProCrea - un periodo nel quale le coppie solitamente si sentono piu' tranquille e hanno anche maggiore disponibilita' di tempo". E l'effetto si vede non solo nel numero di colloqui fatti subito dopo le vacanze, oltre il 20% a settembre o ottobre, ma anche nei periodi in cui vengono fatti i trattamenti.
"Piu' della meta' sono concentrati nel periodo autunnale e in quello primaverile - prosegue Jelmoni - segno che i primi contatti e i primi colloqui sono stati fatti in estate, oppure in inverno, prevalentemente nel periodo natalizio".
Con i ritmi di lavoro che tendono a rallentare, ma anche grazie a una predisposizione mentale che facilita la riflessione e la programmazione del futuro, i temi della maternita' e della paternita' sono affrontati anche con maggiore serenita'.
"Non sempre, infatti, e' spontanea una riflessione sulla propria salute riproduttiva - prosegue il direttore di ProCrea - Sono temi problematici e delicati che talvolta ingenerano sfiducia e sconforto, incapacita' di guardare serenamente al proprio futuro e ai propri desideri. E quindi incapacita' per una coppia infertile, ovvero che non ha trovato una gravidanza dopo due anni di rapporti non protetti, di cercare una soluzione".
"Noi - evidenzia l'esperto - puntiamo a programmare il primo colloquio gia' a distanza di pochi giorni dal primo contatto, mettendo a disposizione delle coppie anche la giornata del sabato".
I dati testimoniano la tendenza di iniziare a 'cercare' un bebe' d'estate o durante le vacanze dal lavoro: nei soli mesi di giugno, luglio e dicembre del 2009 si e' concentrato circa il 35% di tutti i primi contatti fatti al centro ProCrea di Lugano.
Piu' di tre coppie su dieci hanno quindi deciso di intraprendere il cammino della procreazione assistita nei periodi di ferie. Questa tendenza, che e' andata rafforzandosi negli ultimi anni, afferma l'estate non solo come periodo prediletto per le vacanze, ma anche come momento privilegiato per fare delle scelte di vita. "E dopo il periodo di relax delle ferie, le coppie hanno anche maggior forza e serenita' nell'intraprendere la strada della fecondazione assistita", conclude Jelmoni.


Aduc - 12 agosto 2010

venerdì 23 luglio 2010

Fecondazione assistita, giudice Bologna: si' a diagnosi preimpianto

Il Tribunale di Bologna, con tre ordinanze depositate tutte il 19 luglio scorso ha accolto la richiesta di tre coppie siciliane di accedere alla diagnosi pre-impianto. Ne da' notizia l'Istituto di biologia della riproduzione Hera. Due delle coppie siciliane - sostenute da Hera e dal collegio di difesa composto dalla prof.ssa Marilisa D'Amico e dagli avvocati Maria Paola Costantini, Sebastiano Papandrea, Massimo Clara e Ileana Alesso - avevano problemi gravi di Beta-talassemia con storie dolorose. La terza coppia aveva gia' vissuto il trauma di ripetuti aborti spontanei e conseguenti raschiamenti a seguito di traslocazione cromosomica. Per questo si erano rivolte al Sismer di Bologna che aveva accertato le condizioni cliniche ma rifiutato per l'incertezza sulla possibilita' di effettuare la diagnosi pre-impianto e soprattutto per il fatto che avrebbero dovuto limitarsi a creare solo tre embrioni e trasferirli tutti nell'utero materno a prescindere dalle condizioni della donna e dei rischi che ne potevano conseguire. "Il giudice di Bologna fuga cosi' tutti i dubbi del sottosegretario alla Salute, Eugenia (Roccella) e del ministro Sacconi, che, pur di fronte al chiaro pronunciamento della Corte Costituzionale, si sono ostinati a perseguire una tenace opera di disinformazione nel chiaro intento di non applicare quanto disposto dalla Consulta".

Aduc - 23 luglio 2010

giovedì 22 luglio 2010

SPAGNA - Embrioni sovrannumerari dati in adozione senza consenso coppie

Centinaia di embrioni di coppie inglesi, ma anche di altri paesi, sono stati donati da una clinica spagnola per la fertilita' ad altre coppie senza il consenso dei genitori biologici. Lo afferma un articolo del Daily Telegraph, secondo cui la clinica decide autonomamente il destino degli embrioni in sovrannumero se i genitori non esprimono una preferenza.
Secondo l'articolo l'Institut Marques, poco fuori Barcellona, ha varato il suo programma di adozione degli embrioni nel 2004.
Alle coppie che si sottopongono a procedure di fecondazione assistita nel centro viene chiesto cosa fare degli embrioni in sovrannumero, e fra le opzioni c'e' anche quella di darli in adozione ad altre coppie. In caso non ci sia nessuna risposta, l'ospedale decide autonomamente di 'assegnare' gli embrioni ad altre coppie, cercando di sceglierle geograficamente distanti dai donatori per evitare che due fratelli si incontrino. Su 317 coppie britanniche curate dall'istituto ben 114 non hanno espresso preferenze, mentre 26 hanno accettato l'adozione. In tutto, afferma la clinica, 460 bambini sono nati con il programma di adozione.
'Anche se offriamo alle coppie ogni possibile soluzione per gli embrioni, dalla distruzione alla donazione a scopo di ricerca - spiega Marisa Lpez-Teijn, che ha elaborato il programma - ci troviamo comunque con centinaia di embrioni 'orfani', e vogliamo dar loro la possibilita' di diventare bambini'.


Aduc - 22 luglio 2010

giovedì 8 luglio 2010

Fecondazione, relazione al Parlamento: superata soglia dei 10.000 bambini

Aumentano in Italia i figli della provetta, che per la prima volta superano la soglia dei 10.000, e l'Italia conquista il record dei parti trigemini in Europa.
Aumentano anche i cicli di stimolazione cui sono sottoposte le donne, che affrontano la fecondazione artificiale ad un'eta' sempre piu' avanzata. E' quanto emerge dalla relazione sullo stato di attuazione della legge 40 sulla fecondazione artificiale, presentata al Parlamento dal ministero della Salute.
Presentando i dati, il ministero rileva che 'continua a migliorare l'efficacia delle procedure di procreazione medicalmente assistita, come mostrato da tutti gli indicatori, dal numero dei nati vivi a quello delle gravidanze, anche in percentuale. Tenendo conto di questi dati, quindi, a maggior ragione i risultati ottenuti per l'accesso alle tecniche di fecondazione assistita e la loro applicazione, nelle modalita' previste dalla legge 40/2004, possono essere considerati piu' che soddisfacenti'.
I dati, che si riferiscono al 2008, sono stati raccolti in 354 centri e indicano una crescita, dal 2005 al 2008, del numero dei nati vivi. Risultano infatti essere 10.212, rispetto ai 9.137 dell'anno precedente.
I parti gemellari, pari al 21,0%, si sono attestati intorno ai valori della media europea, mentre i trigemini la superano, con una media nazionale del 2,6%. 'Questo e' pero' - rileva il ministero - un risultato medio di valori che, escludendo i centri con meno di dieci parti, variano da zero al 30,8%'. Nel dato, osserva, 'sono compresi il 67,3% dei centri che presenta valori fra lo zero e il 2,5%, inferiori quindi alla media nazionale, e un 23,9% di centri con valori che variano dal 2,6% al 10%'.
Sempre dal 2005 al 2008 e' aumentato il numero di coppie che hanno scelto di affrontare la fecondazione assistita: nel 2008 sono state 59.174, con un aumento di circa 3.700 rispetto all'anno precedente, e sono diventati piu' numerosi anche i cicli di stimolazione ovarica: nel 2008 sono stati 79.125 (oltre 3.845 in piu' rispetto ai 75.280 del 2007).
E' aumentata anche l'eta' media delle donne che si rivolgono alla fecondazione artificiale, confermando cosi' una tendenza osservata negli ultimi anni. Secondo i dati, relativi al 2008, l'eta' media delle donne che affrontano la fecondazione artificiale e' di 36,1 anni: al di sopra quindi della media europea, che per il 2005 era di 33,8 anni. Il ministero rileva che 'e' ben noto come gli esiti positivi delle procedure siano in rapporto all'eta' delle donne' e che in Italia ben il 26,9% dei cicli, ossia uno su quattro, viene affrontato da donne che hanno piu' di 40 anni. 'Anche questo dato - rileva il ministero in una nota - e' in aumento rispetto al 2007, quando era il 25,3%. Nonostante cio' - osserva - continua a migliorare l'efficacia delle procedure di procreazione medicalmente assistita, come mostrato da tutti gli indicatori, dal numero dei nati vivi a quello delle gravidanze, anche in percentuale'.

Aduc - 8 luglio 2010

mercoledì 7 luglio 2010

GERMANIA - Fecondazione, Corte dice si' a diagnosi preimpianto

La Corte di giustizia tedesca ha dato il via libera alla diagnosi pre-impianto degli embrioni utilizzati nell'inseminazione artificiale per individuare la presenza di eventuali malattie genetiche che verrebbero poi trasmesse al nascituro.
Il verdetto della Corte di Lipsia e' legato a un caso di Berlino, dove un ginecologo aveva ammesso di avere effettuato un test di questo genere su alcuni embrioni per conto di tre coppie, una pratica sulla quale fino a oggi mancava in Germania un chiaro parere giuridico. Il medico aveva scoperto malattie ereditarie in alcuni embrioni ed aveva impiantato nelle donne, attraverso l'inseminazione artificiale, solo gli embrioni sani.
Questa pratica prevede infatti la creazione in laboratorio di numerosi embrioni ricavati dagli ovuli e dallo sperma delle coppie, che poi vengono esaminati per individuare eventuali difetti genetici. Solo un embrione, quindi, viene scelto, mentre gli altri vengono distrutti.
Tuttavia, la legge vieta la distruzione degli embrioni poiche' indica che tutti quelli creati artificialmente devono essere utilizzati per la gravidanza. Il medico era stato prosciolto da un Tribunale di Berlino nel maggio del 2009, ma la Procura della capitale aveva fatto ricorso e il caso era arrivato alla Corte di giustizia di Lipsia.

Aduc - 7 luglio 2010

lunedì 28 giugno 2010

Fecondazione artificiale, quasi 4 milioni i bambini

Entro un anno il numero di bambini nati grazie alle tecniche di fecondazione medicalmente assistita avra' raggiunto quota 4 milioni. La stima arriva dal convegno Eshre (European Society of Human Reproduction and Embryology) sulla fecondazione artificiale che si tiene a Roma a partire da ieri.
In Italia si stima siano nati in questo modo dal 1980 - ha spiegato il presidente del Convegno Luca Gianaroli - dai 100 ai 150 mila bambini.
In alcuni paesi dome la Danimarca si conta ormai un bambino nato con queste tecniche ogni 10-12 bambini. 'Cio' vuol dire che in ogni classe scolastica ce ne sono almeno due - ha proseguito l'esperto - mentre in Italia se ne stima uno su cento'.
Si stima, inoltre, che su scala mondiale siano nati oltre 3,75 milioni di bambini dalla nascita della prima neonata (Louise Brown), avvenuta 32 anni fa grazie appunto alla procreazione medicalmente assistita, ma che ormai nell'arco di un anno solo sara' raggiunta quota 4 milioni. La Francia (65.749 cicli di trattamento), la Germania (54.695), la Spagna (49.943) e il Regno Unito (43.953) rappresentano il 56% di tutti i cicli avviati in Europa.
Gli altri paesi europei eseguono un numero significativo di cicli, come l'Italia (40.748), la Turchia (37.468), il Belgio (22.730), la Russia (21.274) e i Paesi Bassi (17.770).

Aduc - 28 giugno 2010

venerdì 25 giugno 2010

Fecondazione, nuova tecnica con spermatozoi superselezionati

Sono veri e propri 'superspermatozoi', o meglio spermatozoi 'superselezionati', e utilizzando solo loro nella fecondazione assistita, oltre alla sostanziale certezza del buon esito (99% di efficacia) si dimezza il rischio di malformazioni del nascituro rispetto alle nascite naturali. E' il frutto della nuova tecnica IMSI (Intra morfologic sperm injection), che Severino Antinori, presidente della Warm, presentera' oggi al Congresso mondiale sull'infertilita' maschile in corso a Roma. Il segreto e' in un ingrandimento-record al microscopio, che consente di scovare i piu' piccoli difetti degli spermatozoi in esame e selezionare solo il meglio del meglio. "Con questa tecnica - spiega Antinori - riusciamo a ingrandire lo spermatozoo di 10.000 volte, e scegliamo quello con le migliori condizioni morfologiche, sia nella testa che nella coda". La tecnica, di cui Antinori e il suo team sono gli inziatori nel mondo insieme agli israeliani dell'universita' di Tel Aviv, funziona: "In Italia ho gia' fatto nascere 300 bambini cosi' - spiega Antinori - e a livello internazionale, su 1.000 casi in tutto, le malformazioni sono state appena l'1% del totale, contro il 2% che esiste in natura e il 4% delle tradizionali tecniche di fecondazione assistita". Unico problema, le accuse di "eugenetica", che pero' non sfiorano Antinori: "Alcuni media internazionali, ovviamente di matrice cattolica, ci accusano di fare selezione genetica. Ma noi non scegliamo gli spermatozoi per creare bambini biondi e con gli occhi azzurri, ma solo per utilizzare quelli piu' idonei alla fecondazione assistita. Poi se il bambino e' bello o brutto, lo decide la natura".

Aduc - 25 giugno 2010