giovedì 30 aprile 2009

Sarah Jessica Parker presto mamma con la fecondazione

Sembrava una coppia destinata a dirsi addio e invece Sarah Jessica Parker è ritornata sui suoi passi perdonando la breve scappatella del marito e pensando ad ampliare la famiglia.L’attrice 44enne di “Sex and the City” e Matthew Broderick, di 47 anni, diventeranno presto genitori di due gemelle, ma non vedremo nessun pancione spuntare sul sottilissimo punto vita della Parker perchè non sarà lei a portare avanti la gravidanza nei canonici 9 mesi. La coppia per dare delle sorelline a James Wikie di 6 anni, è ricorsa alla tanto discussa pratica dell’”utero in affitto”. Rivolgendosi ad una donna che in completa privacy ha deciso di prestarsi a fare da madre surrogata, grazie ad un embrione ottenuto da una fecondazione in vitro, i due sono riusciti a realizzare il loro sogno. “Siamo felici di annunciare la nascita delle nostre gemelline che avverrà in estate inoltrata con il generoso sostegno di una madre surrogata”, ha dichiarato Sarah ai media Lunedì notte, quando per un uscita mondana si è fatta vedere raggiante sul red carpet in occasione della premiere dell’ultima commedia “Wonderful World” a cui ha preso parte il suo consorte. Auguri ai futuri mamma e papà!
29 aprile 2009

venerdì 24 aprile 2009

Bimbo allattato col sondino l'hotel non lo accetta

La Tribuna di Treviso - 24 aprile 2009
Il Corriere delle Alpi - 24 aprile 2009

Mamma di Treviso accusa

Le negano ospitalità in hotel dove aveva chiesto di poter dare il latte al suo bambino attraverso un sondino. E’ Monica Iannaccone, mamma di Giovanni, neonato venuto a mancare il 12 marzo, a raccontare cosa è accaduto nell’hotel «Il Cardo» a San Vito di Cadore. «Mi hanno detto che non era il caso, consigliandomi di chiedere al bar vicino alla seggiovia», dice Monica che ha deciso di denunciare il fatto. L’episodio risale a metà febbraio, un mese prima che il piccolo Giovanni Lodovico morisse. Aveva 8 mesi quando, insieme alla mamma, è stato bloccato alle porte dell’albergo senza poter avere la pappa in un posto caldo e accogliente. Monica, 34 anni, il marito Antonio Favaro, imprenditore di 45 anni, e la figlia maggiore si trovavano a San Vito domenica 15 febbraio. La figlia infatti frequentava il corso di sci organizzato dallo Sci Club di Treviso in collaborazione con la Scuola Antelao di San Vito, proprio sulla pista vicina all’albergo, dove fra l’altro la famiglia Favaro, residente a Treviso, aveva soggiornato qualche week-end prima. Non si trattava, dunque, neppure di persone totalmente sconosciute al personale dell’albergo. «Attendevo il rientro della mia famiglia - racconta Monica - quando intorno a mezzogiorno con Giovanni sul passeggino, sono entrata nell’albergo per chiedere alla reception se potevo avere la disponibilità di un angolino per allattarlo. Ho spiegato che si alimentava attraverso un sondino naso-gastrico semplicemente stando seduto sul passeggino». Giovanni infatti soffriva di Sma di tipo 1, l’atrofia muscolare spinale, una malattia genetica che colpisce le cellule nervose destinate al controllo dei movimenti dei muscoli volontari. Il piccolo aveva difficoltà di deglutizione e masticazione del cibo e per questo aveva bisogno di un sondino. La risposta dell’impiegata alla reception lascia però di stucco la mamma di Giovanni che si sente dire: «Eh...no, non credo proprio sia il caso...sa per i clienti...». Racconta Monica: «Mi ha detto di chiedere al bar vicino alla seggiovia. Ci sono rimasta di sasso». Madre e figlio alla fine hanno trovato un rifugio: la proprio auto con il riscaldamento acceso. Non propriamente l’ideale, visto il freddo dell’inverno appena trascorso e soprattutto in cosiderazione che si trattava di un neonato per di più malato. In macchina Monica ha comunque potuto finalmente dare il latte al suo piccolo. Giovanni è venuto a mancare il 12 marzo scorso, a soli 9 mesi, per complicazioni dovute alla malattia. E’ stato ricoverato all’Hospice pediatrico di Padova. «Lì ho trovato un ambiente di persone eccezionali», dice mamma Monica, «diametralmente opposto al clima di quell’albergo». Perché Monica ha deciso di raccontare adesso questa sua storia? «Perché forse questo potrà aiutare bambini come Giovanni e i loro genitori a non sentirsi mai rifiutati dall’ignoranza delle persone, anche se non mi aiuterà ad uscire dall’abisso in cui sono. Non cerco nulla, soltanto rispetto». Parla di un malinteso invece la titolare dell’hotel, Patrizia Del Favero: «Possiamo solo pensare che sia stato uno spiacevolissimo equivoco. E’ vero che i servizi dell’albergo non sono a completa disposizione dei non ospiti, ma è anche vero che non è mai stato negato l’accesso a tutti coloro che ne avessero avuto bisogno. Mai ci saremmo sognati di negare l’uso di una sala a un bambino». Un malinteso su cui dice di voler andare fino in fondo: «Indagheremo su quanto accaduto».

giovedì 23 aprile 2009

Andrologo americano assicura "Posso clonare esseri umani"

Repubblica - 22 aprile 2009

L'annuncio di Zavos all'Independent. Clonati 14 embrioni umani, 11 trasferiti nell'utero di quattro donne. Un documentario testimonia la procedura. Nessuna gravidanza è andata a buon fine, ma "è un primo passo"

LONDRA - "La nascita del primo bambino clonato è vicina": l'annuncio shock arriva, ancora una volta, da un controverso medico, l'andrologo di origini cipriote oggi cittadino americano Panayotis Zavos, dell'università del Kentucky, che sostiene di aver clonato 14 embrioni umani e di aver trasferito 11 di essi nell'utero di quattro donne che hanno così avuto la possibilità di tentare di dare vita ai primi embrioni creati appositamente per la riproduzione. La clonazione, scrive The Independent, è stata filmata in un documentario.
Zavos avrebbe così rotto l'ultimo tabù etico e scientifico. Per farlo si è rivolto a un laboratorio segreto, probabilmente in Medio Oriente, dove la clonazione non è un reato come nella maggior parte degli altri paesi. La cautela è d'obbligo perché il medico non è nuovo ad annunci del genere: già nel 2004 aveva detto di aver impiantato un embrione umano clonato in una donna, ma non fornì prove in merito attirandosi molte critiche dal mondo scientifico, sostanzialmente scettico. Questa volta, si legge sull'Independent, la procedura, prima dell'impianto in utero, è stata ripresa in video dal documentarista Peter Williams, per Discovery Channel, che trasmetterà il servizio questa sera.
"Non si può continuare a rilasciare dichiarazioni senza fare riferimento a dati scientifici, pubblicati su riviste specializzate e sottoposti alla peer review", commenta scettico a Repubblica.it il genetista Bruno Dalla Piccola. "Se studi su modelli animali complessi indicano che il procedimento non è impensabile sull'uomo, è ancora tutta da dimostrare la sua utilità", sottolinea lo scienziato. "E un documentario non è una prova sufficiente. Quello che serve sono prove di laboratorio. Senza quelle ogni annuncio è ingiustificato", conclude Dalla Piccola. I pazienti coinvolti negli esperimenti di Zavos sono tre coppie sposate ed una donna single, provenienti da Gran Bretagna, Stati Uniti e da un paese mediorientale, riferisce il quotidiano britannico nella sua edizione online. Nessuno degli embrioni impiantati ha portato ad una gravidanza effettiva, ha sottolineato Zavos, che però si è detto convinto che si tratti del "primo capitolo" verso la creazione di un essere clonato a partire dalle cellule della pelle di uno dei genitori: "Se intensifichiamo i nostri sforzi - ha dichiarato - possiamo arrivare ad avere un bambino clonato nell'arco di 1-2 anni".
In passato altri embrioni umani clonati sono stati prodotti, ma a scopo di ricerca e per estrarne cellule staminali e non al fine di essere impiantati in donne per ottenere una gravidanza. Questa volta sarebbe tutto diverso. La finalità, ha detto chiaramente Zavos, è la riproduzione: "La mia ambizione - ripete - è aiutare le persone". E ha rivelato altri particolari inquietanti, come l'annuncio di aver prodotto embrioni clonati da tre persone morte, inclusa una bambina statunitense di dieci anni di nome Cady morta in un incidente automobilistico. Decisione presa su richiesta dei familiari delle vittime.
Alcuni degli embrioni clonati si sono sviluppati fino ad uno stadio di 4 cellule prima di essere trasferiti, ma altri si sono sviluppati fino ad uno stadio di 32 cellule - definito 'morula'. Secondo il quotidiano britannico, sarebbero decine le coppie che avrebbero contattato il ricercatore nella speranza di poter superare i propri problemi di infertilità attraverso l'utilizzo della stessa tecnica di clonazione che venne usata per la creazione della pecora Dolly nel 1996.

ALESSIA MANFREDI

mercoledì 22 aprile 2009

Rai 1 - 21/04/09 Festa Italiana

NO COMMENT

INFERTILITÀ E LEGGE 40

Radio 1 - 21 aprile 2009

L'infertilità di coppia è una problematica che grava anche in Italia su una vasta area di persone. Il fenomeno, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), colpisce, nei paesi industrializzati come l'Italia, il 15-20% delle coppie. Le stime attuali rilevano, come i valori siano, purtroppo, destinati ad aumentare. Le cause responsabili sono molteplici, ma gli esperti ritengono che basilari siano il problema ambientale, la sofisticazione degli alimenti lo stile di vita. In Italia, tenendo conto della coniugalità di circa 300.000 coppie/anno, si ritiene che si riproducano circa 60.000 coppie/anno con difficoltà riproduttive.

Al Telefono
Ilaria da Roma
Cristiana D'Orsi Psicologa, psicoterapeuta consulente sia per Sos infertilità
Alba da Siracusa Segnalante Sos infertilità
Luca Gianaroli Sismer, società italiana studi di medicina della procreazione
Andrea Borini Responsabile tecnico scientifico della Tecnobios
Professoressa Assuntina Morresi Consulente del sottosegretario Roccella, tecnico Ministero del membro del Comitato Nazionale di Bioetica

http://www.radio.rai.it/podcast/A0040930.mp3

lunedì 20 aprile 2009

Procreazione assistita - C'è troppa confusione

Salute di Repubblica - 16 aprile 2009

DA oggi i Centri di Procreazione Medicalmente Assistita italiani, pur nella soddisfazione di vedere considerata anticostituzionale una legge punitiva per le donne infertili, devono affrontare una riorganizzazione del lavoro in cui non possono essere lasciati soli. Fra venti giorni circa la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 40 diventerà esecutiva. Noi per ora consigliamo ai pazienti di rimandare i trattamenti a quella data, ma le dichiarazioni del sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella che ho letto gettano molta confusione in un momento in cui invece ci sarebbe bisogno di grande chiarezza. Infatti non sono volte né ad un pragmatismo organizzativo né al rispetto della salute della donna. Roccella sostiene che farà le linee guida, per stilare le quali "sarà necessario un po' di tempo". Quanto? E nel frattempo cosa dovranno fare i Centri?
Come presidente dell'Osservatorio sul Turismo Procreativo faccio notare che, soprattutto in un momento di crisi economica, la possibilità che questa sentenza ci dà di fermare i viaggi all'estero di tante coppie, che noi da tempo monitoriamo e denunciamo, è fondamentale. Come responsabile di diversi centri in Italia ricordo alla sig.ra Roccella che, a causa della legge 40, proprio i centri che conseguivano i migliori risultati prima di questa sentenza ottenevano molte gravidanze multiple. La Corte Costituzionale ha voluto mettere fine a tutto ciò.

Andrea Borini (presidente Osservatorio Turismo Procreativo)

domenica 19 aprile 2009

Benvenuta Swamy

Con un super anticipo stamattina è nata Swamy Aurora. Gioiamo assieme a mamma Enza, papà Jimmy e al fratellino Ethan.