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Scienze di Repubblica - 18 marzo 2009Il kisspeptin fa recuperare le funzioni riproduttive a donne con bassi livelli di ormoni sessuali. L'esperto: "Inefficace nei casi più difficili, ma è comunque una buona notizia" di SARA FICOCELLIUNA buona notizia da maneggiare con cura. Un team di ricercatori inglesi avrebbe scoperto un ormone capace di restituire l'ovulazione e, quindi, di aumentare la fertilità nelle donne, consentendo una terapia più efficace e meno rischiosa di quelle attuali, considerato che molte donne, per restare incinta, si sottopongono a iperstimolazioni ovariche. Il kisspeptin, questo il nome della proteina, svolge una funzione vitale nella fase iniziale della pubertà. Secondo gli studiosi dell'Imperial College London, sarebbe anche in grado di fare recuperare le funzioni riproduttive primarie alle donne con bassi livelli di ormone sessuale, il cui sistema riproduttivo è spento. "Purtroppo però - spiega il professor Giovanni Menaldo, direttore del Centro di procreazione assistita San Carlo di Torino - una sostanza che agisce a livello dell'ormone follicolo-stimolante GNRH non può risolvere le situazioni più difficili. In altre parole, questa proteina agisce su un campo ristretto di casi di infertilità, quelli in cui manca l'ovulazione. Si tratta dell'8% delle coppie infertili, ma è comunque una buona notizia". L'ormone giocherebbe un ruolo fondamentale nello stimolare il rilascio di quelli che controllano il ciclo mestruale. Lo studio, presentato in occasione dell'ultima conferenza della Società di endocrinologia, è stato definito dall'autore della ricerca, l'endocrinologo dell'Imperial College London Waljit Dhillo, "una conquista emozionante". In effetti, gli esseri umani e gli animali deficitari della proteina kisspeptin restano sessualmente immaturi, tanto che la molecola è stata definita "l'interruttore della pubertà" proprio per la capacità di attivare il GPR54, il recettore codificato da un gene che "scatena" quell'attacco ormonale che rende gli adolescenti intrattabili.
In uno studio precedente, gli stessi ricercatori avevano dimostrato che un trattamento a base di kisspeptin è in grado di stimolare la produzione di ormoni sessuali in donne fertili. Adesso hanno fatto un passo avanti, concentrandosi sugli effetti che la proteina può avere su donne con squilibri ormonali. Nell'ultima ricerca, un gruppo di donne non fertili e senza ciclo mestruale è stato trattato con iniezioni di kisspeptin, e un altro con soluzione salina. Dopo aver prelevato a tutte campioni di sangue per misurare i livelli dei due ormoni chiave dell'ovulazione - il luteinizzante (Luteinising hormone- LH) e il follicolo stimolante (Follicle-stimulating- hormone- FSH) - gli scienziati hanno notato che, rispetto al trattamento placebo, la kisspeptin aveva incrementato del 48% la produzione di LH e del 16 quella di FSH. Il dottor Dhillo ha spiegato che la cura a base di kisspeptin su donne non fertili ha stimolato un aumento della produzione di ormone luteinizzante addirittura superiore a quello ottenuto con il trattamento su donne fertili. "L'infertilità è una condizione che interessa milioni di coppie in tutto il mondo. Lo studio è una conquista, e suggerisce la possibilità che il trattamento faccia recuperare le funzioni riproduttive alle donne con bassi livelli di ormoni sessuali". "Questa scoperta è senza dubbio interessante - conclude Menaldo - considerando la possibilità concreta di aiutare gli uomini con deficit nella produzione di spermatozoi. Quanto alle donne, potrebbe sostituire, ma è tutto da sperimentare, le terapie a base di gonadotropine, con iniezioni di ormoni sulla pancia e sui glutei". Ma il professore precisa che da tutto questo resta esclusa la fetta più consistente di donne non fertili, quelle che soffrono di menopausa precoce o hanno perso la funzionalità ovarica in seguito a un intervento chirurgico (ad esempio in caso di tumore all'utero o di endometriosi). Nel loro caso la terapia non risolve il problema e l'unica cura resta ancora "mettersi in lista d'attesa negli ambulatori inglesi o dell'Europa dell'est per una fecondazione assistita, dato che la nostra legge non prevede l'ovodonazione". Il prossimo obiettivo degli scienziati inglesi sarà ora quello di stabilire il protocollo migliore per somministrazioni ripetute di kisspeptin. Con la speranza di sviluppare una nuova terapia della fertilità, capace di aiutare quelle 8 coppie su 100 che desiderano un figlio.
I detenuti possono avere figli in provetta anche se non hanno problemi di sterilita'. E' sufficiente una malattia virale che potrebbe mettere in pericolo la vita del feto o della madre per ottenere il "via libera" dal tribunale di sorveglianza. La Cassazione ha cosi' ampliato i diritti alla paternita' dei detenuti, interpretando in modo piu' elastico la legge 40 del 2004 che riconosce, "in caso di sterilita' o di infertilita'", il diritto del detenuto alla procreazione assistita. In particolare, i giudici della prima sezione, con la sentenza 11259, hanno accolto il ricorso di un detenuto affetto da epatite cronica da virus HCV al quale il tribunale di sorveglianza di Roma aveva negato il permesso di "accedere" al programma di procreazione assistita in quanto il suo caso non rientrava tra quelli di "sterilita' o infertilita'". In sostanza, secondo i giudici di sorveglianza, l'epatite cronica da HCV non causa sterilita' e dunque non era possibile "attivare" la procedura per un "figlio in provetta". Ma i giudici della Suprema Corte non hanno condiviso queste conclusioni e hanno invece sottolineato che se e' vero che "la legge parla di sterilita' o infertilita'" e' anche vero pero' che "non indica le specifiche patologie che producano sterilita' o infertilita' in modo dettagliato e nominativo". In sostanza, se la patologie virale di fatto mette in pericolo il feto e dunque impedisce, in concreto, il concepimento, si devono applicare, a parere della Cassazione, le stesse regole che valgono per la sterilita'. La sentenza costituisce un ulteriore ampliamento del "diritto alla filiazione" dei detenuti, dopo le pronunce che negli anni scorsi hanno permesso la fecondazione assistita anche a chi e' sottoposto al regime del "carcere duro" (in questi casi infatti sono vietati i cosiddetti "incontri familiari" ammessi invece per i detenuti "ordinari"). In considerazione dell'altro numero di detenuti affetti da patologie virali potenzialmente rischiose per la salute del feto, c'e' da aspettarsi una "impennata" nelle richieste di fecondazione assistita. Aduc - 14 Marzo 2009
LUNEDI 23 MARZO ALLE ORE 18.30 presso il TEATRO PICCOLO ELISEO DI ROMA (via Nazionale, 183) sarà presentato il romanzo
TU DENTRO DI ME di Emilia Costantini (giornalista del Corriere della Sera),
Il romanzo pubblicato da ALIBERTI EDITORE, intreccia un racconto in cui la maternità surrogata e le pratiche di fecondazione assistita diventano sfondo per la storia. E' la prima volta che un romanzo letterario affronta e spinge all'estremo paradosso un particolare aspetto della materia.
Il romanzo ispira un incontro-dibattito aperto al pubblico sulla procreazione assistita: temi e problemi connessi al microcosmo della maternità e della paternità vissute e spesso sofferte in una difficile condizione di diversità, verranno affrontati dal punto di vista scientifico, etico e politico. E' sempre legittimo forzare la natura? Quali dovrebbero essere i limiti morli invalicabili? E i confini dell'eugenetica? Queste alcune delle domande a cui si cercherà di rispondere nel corso del dibattito in un confronto libero e franco con la platea nella speranza di lanciare un sasso nella critallizzazione delle nostre leggi e soprattutto nel tentavivo di risvegliare le coscienze.
Parteciperanno all'incontro l'attrice Monica Guerritore che leggerà dei brani tratti dal romanzo
Interverrranno:
l'on. Dorina Bianchi, capogruppo del PD alla Commissione Sanità del Senato
l'on. Giuseppe Palumbo, Presidente Commissione Sanità alla Camera dei Deputati
il prof. Bruno Dallapiccola, direttore dell'Istituto Mendel l'avv. Filomena Gallo, presidente di Amica Cicogna onlus, vicepresidente dell'Associazione Luca CoscioniChiara Lalli, docente di Logica e Filosofia della Scienza (Università "Sapienza" di Roma, Prima Facoltà di Medicina e Chirurgia) e docente di Epistemologia delle Scienze Umane (Università di Cassino, Facoltà di Lettere e Filosofia)
Moderatore il giornalista Luciano Onder (RAI 2)
Il tema è di bruciante attualità ma non è mai più stato trattato pubblicamente dal referendum del 2005. Il ricorso alle pratiche di procreazione assistita è sempre più frequente e la legislazione in Italia è da alcuni retenuta molto rigida e questo può comportare delle difficoltà alle coppie che hanno necessità di accedere a tali pratiche: in certi casi estremi, né le coppie sterili, né tantomeno i medici sanno come comportarsi.
Ecco allora l'affermarsi di un altro fenomeno inquietante quello del turismo procreativo, senza oltretutto sottovalutare il possibile sommerso che agisce fuori dalla legalità.
Dopo la sospensione generale del confronto sul tema della fecondazione assistita in Italia, questa occasione ci sembra possa essere un'occasione imperdibile per dare voce a pensieri, riflessioni, proposte, semplicemente alla propria opinione.
Siete tutti invitati e sarà possibile intervenire.
Mariagrazia Ferro - ufficio stampa
Aliberti Editore 0522 272494
Roma, 18 mar. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Il Tribunale di Milano sottolinea l'eccessiva rigidita' delle norme contenute nella legge 40, che regola la fecondazione assistita in Italia, sostenendo che il provvedimento non favorisce le coppie. Ragion per cui il Tribunale milanese ha deciso di sollevare una nuova eccezione di costituzionalita', mentre si attende, ormai entro questo mese, la pronuncia della Corte Costituzionale sul provvedimento.
Per Cittadinanzattiva si tratta di "un'ulteriore 'tegola' su una legge che non rispetta i diritti dei cittadini". Le ordinanze del Tribunale di Milano sono state emesse in seguito a due diverse cause promosse da due coppie portatrice di Beta-Talassemia e Drepanocitosi abbinata a Beta-talassemia, con il sostegno delle associazioni Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, Hera onlus, Sosinfertilita'. "E ricalcano - spiega Filomena Gallo, legale e presidente di Amica Cicogna - quanto gia' affermato dal Tribunale di Firenze e dal Tar del Lazio, puntando il dito sul limite di tre embrioni contenuto nel provvedimento e sul divieto di revoca del consenso da parte della donna. Accolgo con grande soddisfazione questa ennesima conferma che mostra come la legge 40 abbia delle crepe, a cui spero la Corte Costituzionale voglia porre rimedio"
"La decisione del Tribunale di Milano - commenta Maria Paola Costantini, legale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato della Toscana (di cui e' anche vice segretario regionale) e membro del collegio di difesa nazionale - sottolinea ancora una volta come la legge vigente rappresenti un ostacolo alla procreazione medicalmente assistita e al diritto della donna a non subire trattamenti inutilmente invasivi e dannosi dal punta di vista psicologico. Sin dal 2004 ci stiamo battendo nelle diverse sedi giudiziarie per cercare di limitare i danni derivanti da una legge che abbiamo da subito giudicato contro i diritti dei cittadini e incostituzionale in alcuni suoi aspetti".
Nuove ordinanze magistrati su norme fecondazione assistita(ANSA) - MILANO, 18 MAR - Dopo il Tar del Lazio e il Tribunale di Firenze anche il Tribunale di Milano ha trovato elementi di incostituzionalita' nella legge 40.Con due ordinanze ha rimandato le norme sulla fecondazione assistita alla Corte Costituzionale. Non si sa ancora quando la Corte si occupera' di questi casi che riguardano coppie siciliane sterili e portatrici di malattie genetiche, ma l'esame dei provvedimenti del tribunale di Firenze e quella che riguarda il Tar del Lazio e' fissato per il 31 marzo.
Salve,mi chiedo come mai nessuno abbia scritto una riga o detto una parola sulla scandalosa chiusura del centro di procreazione assistita dell'ospedale Sant'Andrea di Roma, che era stato inaugurato con grande enfasi e presenza di tv e giornali alla fine di gennaio 2009! Se volete posso farvi avere il servizio mandato in onda dal tg3 regionale! Ne parlo sapendo bene ciò di cui parlo, visto che sono tra le centinaia di coppie che si sono rivolte a tale centro e proprio oggi, ho ricevuto l'assurda notizia. Centinaia di persone lasciate a se stesse, analisi, visite e addirittura stimolazioni ormonali iniziate e interrotte perchè il centro è stato improvvisamente chiuso. Come al solito l'ennesima inaugurazione per farsi pubblicità e poi la chiusura in faccia a pazienti che già si trovano in situazioni psicologie provate, vista la difficoltà nell'avere figli, in più presi in giro e lasciati allo sbando. Ma in questo caso non si tratta di una strada non finita o di un ufficio pubblico da aprire, si parla della salute e del rispetto per centinaia di persone che soffrono. Ovviamente ho scritto a tutte le autorità competenti e a molti organi di informazione ma senza il minimo riscontro.Mi chiedo se un cittadino possa ancora fare qualcosa.grazieFrancesco, da Roma (RM)Lettera pubblicata da Aduc - 7 marzo 2009
Corriere della Sera - 13 marzo 2009Le cellule del cordone ombelicale del piccolo nato in ottobre sono state utilizzate con successoMADRID - Il bambino «selezionato» geneticamente in Spagna per curare il fratello è «riuscito a guarirlo. Le cellule del piccolo Javier, nato a ottobre in un ospedale di Siviglia, sono servite a curare Andres, sette anni, che soffriva di beta-talassemia, cioè anemia mediterranea. Il sangue del cordone ombelicale del neonato è stato impiegato per un trapianto di midollo osseo, che ha consentito ad Andres di cominciare a produrre globuli rossi normali. L'intervento è avvenuto il 23 gennaio e il bimbo lo «ha superato con successo», senza bisogno di alcun tipo di trasfusione, hanno riferito fonti dell'Hospital Virgen del Rocio di Siviglia alla stampa spagnola. Andres è stato dimesso dall'ospedale il 18 febbraio e si deve sottoporre a controlli settimanali. SELEZIONE PRE-IMPIANTO - La selezione di Javier era avvenuta grazie alla diagnosi genetica pre-impianto, una tecnica che consente di verificare se un embrione è sano o meno dal punto di vista genetico, prima che sia trasferito nell'utero. In pratica si procede alla fecondazione assistita e si esaminano gli embrioni prima di impiantarli in utero, scegliendo quello più adatto.